Cause e conseguenze delle bombe atomiche sul Giappone

6-9 agosto del 1945: Giorni terribili per la storia, che hanno sconvolto il mondo, causando centinaia di migliaia di vittime. Si tratta dell’episodio dello sgancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki in Giappone, al termine della Seconda Guerra Mondiale.

Persistono ancora molti dubbi sul vero motivo riguardante lo sgancio delle due bombe. E purtroppo poche persone oggi si interrogano sulle vere e più profonde cause dell'accaduto e la verità generale risulta essere la seguente: Hiroshima era una grande città militare, il secondo quartier generale dell’esercito a cui faceva capo l’intero sistema difensivo del Giappone meridionale nonché grande centro per le comunicazioni, per lo stoccaggio delle merci e punto di smistamento delle truppe. Stessa cosa può dirsi di Nagasaki, principale porto a sud del Giappone e della Marina Imperiale. Inoltre il Giappone era da sempre restio alla capitolazione e questo atto doveva creare le condizioni di una resa totale ed incondizionata. La strategia era completa e studiata nei minimi dettagli: in quei giorni di agosto il meteo era variabile, il Giappone meridionale coperto di nubi e ottimo per infiltrarsi con grandi velivoli senza essere scoperti. Ecco perché le bombe, secondo una più generale visione storica dell'accaduto, dovevano essere sganciate...


Eppure qualcosa non quadra: il Giappone era ormai prossimo alla sconfitta, la guerra mondiale stava finendo ormai ovunque. Verso l'agosto del 1945, la Marina Imperiale Giapponese aveva praticamente cessato di esistere, ed era imminente un'invasione alleata del Giappone. La flotta americana aveva annientato quella giapponese nella famosa Battaglia delle Marianne nel 1944. L'azione fu un disastro per la forza giapponese che perse quasi tutti i suoi aerei imbarcati su portaerei e un terzo delle portaerei impegnate nella battaglia. Inoltre, il colpo di grazia degli USA avvenne durante la Battaglia di Iwo Jima, tra il febbraio ed il marzo del 1945, quando, insieme a Okinawa, Iwo Jima rappresentava uno scudo avanzato per le isole metropolitane dell'Impero giapponese che potevano essere coinvolte in uno sbarco degli Alleati.

Quindi, mentre pubblicamente affermavano la loro intenzione di continuare a combattere fino alla fine, i capi del Giappone nel Supremo Consiglio di Guerra, cioè i "Sei Grandi", stavano rivolgendo segretamente molte suppliche all'Unione Sovietica affinché mediasse la pace a condizioni favorevoli per i giapponesi. I sovietici, nel frattempo, si stavano preparando proprio ad attaccare i giapponesi, per rispettare la promessa da loro fatta agli americani e ai britannici alla Conferenza di Jalta.

Conferenza di Jalta e rapporti tra i tre leader

CAUSE: C'era davvero bisogno di sganciare le due bombe atomiche, pur non conoscendo al 100% i loro effetti (immediati e futuri) sulla popolazione? Ricerchiamo le cause più profonde. Due ragioni in realtà, sono venute alla luce. Una è rivelata dallo stesso Churchill nel resoconto del colloquio da lui avuto con il neo presidente Truman il 18 luglio, dopo il successo dell’esperimento atomico e dei pensieri che subito gli vennero in mente: “...non avremmo avuto bisogno dei russi (grazie alla potenza della bomba atomica). La fine della guerra giapponese non dipendeva più dall’immissione delle loro armate. Noi non avevamo bisogno di chieder loro favori. Pochi giorni dopo mandai a Eden (ministro degli esteri inglese e perno delle relazioni diplomatiche con gli Usa) questo promemoria”. [1]

Infatti, non è un caso che in seguito alla Conferenza di Jalta del febbraio 1945, quando Roosevelt accordò all'URSS di partecipare alla guerra contro il Giappone, le direttive statunitensi con il nuovo presidente Truman cambiarono. La richiesta avanzata da Stalin a Postdam di partecipare all’occupazione del Giappone era per Usa e Gran Bretagna molto imbarazzante e fonte di preoccupazioni. Il governo americano era quindi ansioso di trovare un modo per evitare che ciò accadesse. La bomba atomica poteva aiutare a risolvere questo problema. L’entrata in guerra dei russi contro il Giappone era prevista per il 6 agosto, due giorni prima del loro sgancio.

Conferenza di Postdam e rapporti mutati tra i tre leader

La seconda ragione del precipitoso impiego della bomba a Hiroshima e a Nagasaki fu rivelata dall’ammiraglio Leahy: “Gli scienziati e altri volevano fare questa prova perché alla realizzazione della bomba erano state devolute somme immense: pari a più di 2 miliardi di dollari dell'epoca”. [2]

Ma non finisce qui. La colpa di tale gesto, come possiamo notare dalle precedenti affermazioni di Churchill, non fu “totalmente” del presidente americano Truman. Il neo Presidente degli USA, era da sempre una figura di secondo piano. Celebre è infatti il suo passo indietro, quasi un sintomo di svenimento, alla scoperta della morte di Roosevelt e, quindi, del suo imminente nuovo incarico di governo. Il suo ruolo di vicepresidente era per lo più basato sulla rappresentanza, sulla burocrazia e, molto spesso, considerato secondario e senza pretese. Fu un caso che Truman ottenne il posto, convinto com’era di aver chiuso la sua carriera politica in veste di senatore del Partito Democratico. A sorpresa i dirigenti del partito decisero di affiancarlo come vicepresidente a Roosevelt, preferendolo invece a Henry Wallace, giudicato un politico troppo radicale in un momento tanto critico per le sorti del mondo. Truman divenne così totalmente sottomesso ai suoi consiglieri di stato, insensibili strateghi e manipolatori politici. Essi infatti cercarono di renderlo un vero e proprio burattino politico, riuscendoci, rispetto al precedente e carismatico presidente Roosevelt. Insomma, l’uomo molto probabilmente più forte dell’epoca, l’unico in grado di porre fine a suo piacimento alla più grande guerra di tutti i tempi, era divenuto il burattino dei consiglieri di partito. Da qui la spinta politica, sempre più frequente, di condurre gli esperimenti della bomba atomica nei deserti americani del Nevada, nonché la chiusura politica con l’Urss e con Stalin (il quale aveva un ottimo rapporto con il più diplomatico e meno sottomesso Roosevelt) e, per concludere, la soluzione finale di bombardare Hiroshima e Nagasaki.

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La decisione dello sgancio delle due bombe e lo sconvolgimento del popolo giapponese non dipesero quindi troppo dal presidente Truman ma dai suoi consiglieri e soprattutto dal capo di stato inglese Churchill. Lo scopo delle bombe era essenzialmente eliminare i contatti con i sovietici, per evitare una loro infiltrazione in estremo oriente, creando una situazione di indebitamento nei loro confronti e di spartizione territoriale, come accadde con la Germania (oltre che infliggere una punizione esemplare ai nazionalisti giapponesi e costringerli alla resa, ormai prossima). Ed infine, il loro utilizzo fu dettato dal fatto che gli esperimenti condotti dovessero essere messi in pratica prima o poi, vista l’enorme spesa di soldi pubblici per ottenere nuovamente un vasto consenso popolare alla fine della guerra e dimostrare l'invincibilità americana al mondo intero. Tale gesto avrebbe però inaugurato l'inizio della Guerra Fredda e delle tensioni tra il blocco comunista e quello capitalista nei decenni a venire...



CONSEGUENZE: A Hiroshima, subito dopo lo sgancio, ogni cittadino fu abbagliato da un'intensissima luce gialla e, pochi istanti dopo, l'esposione della bomba avvolse la città. Essa fu seguita pochi minuti dopo da una ardente tempesta di fuoco, la quale distrusse molti più edifici di quanto avesse già fatto la bomba precedentemente, causando potenti venti che soffiano verso il centro dell'incendio da ogni punto attorno a esso. Più di 100.000 persone morirono all'istante e, nei giorni successivi, il doppio sarebbero stati i feriti ed i mutilati ritrovati. Anche a Nagasaki il computo delle vittime rimase drammaticamente elevato e, secondo la maggior parte delle valutazioni, circa 40.000 persone vennero uccisi all'istante e oltre 55.000 rimasero ferite. Il numero totale degli abitanti uccisi viene comunque valutato intorno alle 80.000 persone, incluse quelle esposte alle radiazioni nei mesi seguenti. Tra le persone presenti a Nagasaki il 9 agosto vi era anche un ristretto numero di sopravvissuti di Hiroshima.

Fu lo stesso presidente Henry Truman, preoccupato dei rapporti ricevuti dopo le prime esplosioni nucleari testate sul Giappone, ad ordinare la prima commissione di studio sui danni provocati dalla bomba H, dopo aver prontamente censurato negli States, tutti i reportage degli inviati dei giornali che descrivevano scenari apocalittici fino ad allora sconosciuti. Da allora in poi, uno studio rimasto storico e durato 63 anni ha permesso di costruire la più importante e completa banca dati epidemiologica sugli effetti delle radiazioni nucleari e dei danni biologici. Nel 1959, nelle province di Hiroshima e Nagasaki venne istituito il primo registro dei tumori, predisposto con criteri scientifici e moderni che ha fornito informazioni diagnostiche più accurate per le morti attribuibili a tumori diffusi. Per uno studio completo sui danni e sulle mutazioni a breve e lungo termine, invitiamo i lettori a consultare il seguente link.

Oggi, fanno riflettere le risposte a molte domande poste a giovani e meno giovani giapponesi. Una delle più importanti è stata: “Secondo voi gli USA devono presentare scuse ufficiali alle vittime dei bombardamenti su Hiroshima e Nagasaki nel 1945?”Il 61% di loro ha risposto dicendo di si, mentre solo l’11% ritiene che chiedere scusa non sia obbligatorio.

Stati con armamenti nucleari oggi

Ma una domanda ancora più sconvolgente ha destato nei giornalisti molto stupore e preoccupazione per la futura memoria dei giapponesi: “Secondo voi, anche questo episodio storico cadrà nel dimenticatoio prima o poi?”. A risponderci sono soprattutto i più giovani a cui è stata rivolta la domanda iniziale. Il 40% (quasi la metà) degli intervistati da 18 a 24 anni non ha infatti saputo rispondere, a causa forse del generale disinteresse per la questione, che invece dovrebbe essere analizzata, a nostro avviso, partendo proprio da queste basi...


Fonti:
B.H.Liddel Hart, History of Second World War
Samuel Eliot Morison, Victory in the Pacific, 1945, History of United States Naval Operations in World War II, vol. 14, Champaign, University of Illinois Press, 2002 [1] [2]
https://www.pazienti.it/news-di-salute/hiroshima-nagasaki-gli-effetti-delle-radiazioni-70-anni-dopo-03072015
http://www.storiainrete.com/10564/stampa-italiana-2/sondaggio-il-61-dei-giapponesi-vorrebbe-le-scuse-usa-per-la-bomba/

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